04 aprile 2014

Leonardo Cagnoli è il nuovo Presidente di Uni.Rimini. La sua 'vision' strategica per il futuro della Società consortile e dell'insediamento universitario riminese

Leonardo Cagnoli è il nuovo Presidente di Uni.Rimini S.p.a.: succede a Luciano Chicchi, scomparso nel novembre del 2012. A poche settimane dal suo insediamento, in questa intervista, il neo presidente indica la rotta che la Società consortile per lo sviluppo dell'insediamento dell'università nel riminese dovrà tenere per promuovere il Campus di Rimini: integrazione fra didattica e ricerca, fra campus e territorio; apertura a nuovi soci e condivisione di obiettivi con i soci storici, Fondazione Cassa di Risparmio, Comune e Provincia di Rimini, Camera di Commercio di Rimini, Fiera di Rimini e Confindustria Rimini in primis.

Massimo Pasquinelli, a sinistra, Presidente Fondazione
Cassa di Risparmio di Rimini, con il neo Presidente di
Uni.Rimini S.p.A., Leonardo Cagnoli.

Presidente Cagnoli, qual è il momento storico che sta vivendo l'Università in Italia con particolare riferimento all'Alma Mater Studiorum e al Campus di Rimini?
Certamente ho ben presente che il momento attuale per l'Università, così come per tante altre istituzioni, non è facile e che le nuove leggi e regolamenti che si sono succeduti negli ultimi mesi hanno richiesto, richiedono e richiederanno, un assestamento delle strutture operative dell'università che si rifletteranno anche nei Campus della Romagna, Rimini compresa. I Campus hanno sostituito i Poli e ciò ha comportato una certa riduzione dell’autonomia delle sedi romagnole dell’Alma Mater. Come dato positivo per altro a Rimini abbiamo appena iniziato la grande stagione del Dipartimento di Scienze per la Qualità della Vita sul quale puntiamo moltissimo; oltre a questo, la presenza sul territorio dei Tecnopoli e le recenti convenzioni tra Uni.Rimini e Confindustria spingono ancora di più nella direzione di integrare il sapere e il fare accademico con la strutturazione imprenditoriale del territorio.
Come ha trovato Uni.Rimini al suo insediamento?
Uni.Rimini è una società ben organizzata con radici storiche importanti e volta pragmaticamente agli obiettivi futuri. Una struttura 'leggera', che consente flessibilità e una snella operatività. 
Come ha accolto la sua elezione?
Molto positivamente. È davvero un momento molto importante della mia vita questo in cui assumo la Presidenza di Uni.Rimini. Una società alla cui guida si sono succedute eminenti personalità della nostra Provincia, che con la loro attività hanno contribuito allo sviluppo della società stessa e del Campus di Rimini dell'Alma Mater. 
Barbara Bonfiglioli, a destra, Vice Presidente di Uni.Rimini
con il Magnifico Rettore dell'Alma Mater, Ivano Dionigi.
Per un anno la Società consortile è stata retta da Barbara Bonfiglioli in qualità di vice Presidente: che valore da' al suo lavoro?
Barbara Bonfiglioli ha svolto un grande lavoro, condotto con trasparenza, serietà e slancio che ha portato indubbi benefici. A Bonfiglioli il merito di aver condotto Uni.Rimini con abnegazione e la massima disponibilità.
Prima di Uni.Rimini, quando ha iniziato ad interessarsi del tema università?
Per tutta la mia attività professionale mi sono sempre interessato di università: ho avuto numerosi contatti per le attività di studio e di ricerca che ho condotto e che mi hanno portato a collaborare con importati centri medici italiani in genere e bolognesi in particolare: questo ha significato per tutta la mia vita un contatto stretto con l'università. Da alcuni anni faccio parte del CDA di Uni.Rimini e quindi ho potuto seguire personalmente lo sviluppo della società. 
In che situazione si trova il Campus di Rimini? Quali i punti di forza, quali le debolezze?
Punti di forza sono il nuovo Dipartimento, la giovane età dei docenti e lo slancio che ho visto in molti di loro quando li ho incontrati. Abbiamo anche sedi, strutture, laboratori adeguati, all'avanguardia. Una debolezza, che supereremo, è il limitato numero delle aule.
In che direzione si muoverà l'operatività di Uni.Rimini?
Ci muoveremo nella ricerca di nuovi soci e nel pieno supporto all'attività di ricerca dell'università, continueremo a svolgere un ruolo di facilitazione dei rapporti tra ateneo e territorio. Il tutto allo scopo di favorire, come detto poc'anzi, i giovani studenti e i docenti. Dovremo inoltre, come Uni.Rimini, aiutare il Campus di Rimini a crescere, dove per crescita non intendo semplicemente un aumento del numero degli studenti iscritti (difficile pensare a ciò con l'aumento delle scuole che prevedono un accesso a numero programmato) ma soprattutto una importante qualificazione dell'offerta formativa che porti gli studenti ad uscire dall'università ben preparati e pronti ad affrontare con impegno un mondo del lavoro sempre più difficile. 
Continuerete a sviluppare l’edilizia o vi concentrerete su altri obiettivi?
Negli anni passati Uni.Rimini ha sempre lavorato per offrire agli studenti contenitori (aule, laboratori, etc) adeguati alle necessità di un crescente numero di frequentatori. Questo obiettivo va ancora perseguito ma in questo momento l'obiettivo primo è puntare sullo sviluppo della Ricerca in loco e sui processi di integrazione tra università e mondo del lavoro. Infatti l'università non è solo didattica e ricerca: l'università deve produrre elementi di stimolo e di supporto non solo agli studenti desiderosi di crescere culturalmente e di trovare uno sblocco nel mondo del lavoro, ma anche per le attività imprenditoriali del territorio. Questo si può ottenere attraverso un sempre maggiore radicamento dei docenti sul territorio e attraverso una continua osmosi tra università e attività locali.
Integrazione fra Campus, Imprese e Città di Rimini: qual è la sua sensazione in merito?

E' positiva, ma c'è ancora molto lavoro da fare. Occorre che si continui sulla strada percorsa insieme fino ad oggi, ma che si alimenti in particolare l'attività dei Tavoli di lavoro (moda, turismo) già in essere grazie all'attività di chi mi ha preceduto, con particolare riferimento, anche in questo ambito, a Barbara Bonfiglioli, Vice Presidente di Uni.Rimini.
Per fare ciò occorrono mezzi anche economici, ma i finanziamenti sono diminuiti nel corso degli anni: come fare?
All'inizio della sua attività Uni.Rimini ha goduto di grandi finanziamenti e questo ha favorito molto il nostro lavoro. Negli ultimi anni invece, per la crisi che tutti conosciamo, i contributi ad Uni.Rimini sono calati sensibilmente. Dovremo fare in modo di aprire Uni.Rimini alla partecipazione di altri soggetti che possano quindi sostenerne l'attività. Tutti diciamo che la cultura va promossa e l'ultima delle cose che dobbiamo fare è tagliare le sovvenzioni agli enti culturali: confidiamo che questi intendimenti si traducano concretamente in azioni volte a dare ‘gambe’ al lavoro di Uni.Rimini.
Luciano Chicchi
L'eredità di Luciano Chicchi: come ha raccolto questo onere e che cosa del dott. Chicchi pensa di riproporre in questo lavoro?
La capacità di ascolto, di andare immediatamente al cuore dell'argomento, di coinvolgere nelle scelte il maggior numero di persone: sono queste, tra tante altre, le doti più significative che dobbiamo cogliere dall'opera di Luciano Chicchi e continuare a mettere in pratica. Questo è un momento fondamentale per il nostro Campus. Dopo lo slancio dei primi anni e il plateau degli ultimi tempi dobbiamo rilanciare la nostra azione. La difesa di quanto ottenuto è importante, ma non si deve giocare solo in difesa. In questo, l'università deve fare la sua parte promuovendo progetti importanti ai quali Uni.Rimini darà il massimo sostegno possibile. Il tutto in un clima di assoluta trasparenza e di collaborazione con le istituzioni locali.
Uni.Rimini ha bandito una borsa di studio che porterà il nome di Luciano Chicchi per sostenere nel triennio universitario uno studente meritevole: come valuta questa iniziativa?
Questa è una cosa che avevamo deciso come CDA qualche mese fa: ci sembra il modo migliore per ricordare Luciano e l'impegno per la sua città e per la sua Uni.Rimini.

CHI E' LEONARDO CAGNOLI
Nato a Montefelcino (PU) nel 1947, è sposato e ha due figli e due nipoti. Laureato in medicina e chirurgia a Bologna nel 1971, è specialista in nefrologia. Ha lavorato presso l'ospedale di Bologna e di Rimini dove è stato primario della U.O. di Nefrologia e Dialisi dal 1987 al 2012 e Direttore di Dipartimento per oltre dieci anni. In pensione dal 2012, oggi svolge la libera professione. I suoi hobby sono i viaggi e lo studio. Ha pubblicato 175 lavori scientifici in italiano e in inglese; ha organizzato due congressi della Società Europea di Nefrologia, Dialisi e Trapianto e tre Congressi Nazionali della Società Italiana di Nefrologia. Grazie anche al suo lavoro, la Nefrologia di Rimini è considerata una delle migliori in Italia, ed è molto conosciuta anche all'estero. Da sei anni siede nel CdA di Uni.Rimini.

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