05 ottobre 2012

Tavolo della moda: obiettivo primario, facilitare il passaggio dall'Università al mondo del lavoro

Intervista al dott. Simone Badioli, Amministratore Delegato AEFFE Group e Presidente Gruppo Moda Confindustria Rimini.

Il Tavolo della Moda costituito nel 2009, ha come obiettivo primario di rafforzare il legame creatosi con il territorio e offrire maggiori e concrete opportunità di inserimento lavorativo ai laureati dei Corsi di Laurea; ed un obiettivo secondario: evolversi in una dimensione regionale, invitando relatori ed esperti del settore, puntando, nella fase successiva, ad uno sviluppo internazionale. Ne parliamo con il dott. Simone Badioli Amministratore Delegato Aeffe Group.

Come valuta il lavoro del Tavolo della Moda sino ad oggi?
In qualità di Presidente del Gruppo Moda Confindustria Rimini, nei nostri incontri cerco di riflettere le esigenza formative del tessuto industriale legato al settore moda, che è molto forte nel nostro distretto. Attorno a questo ‘Tavolo’ ho trovato un gruppo di professionisti molto attivi e propositivi: è stato fatto un ottimo lavoro di analisi, ora si tratta di passare ad un fase applicativa che, se pur con alcune difficoltà dovute anche a fattori esogeni, sta raccogliendo i primi successi. Penso, ad esempio, ai momenti di incontro tra imprese delle moda e gli studenti universitari e la condivisione di alcuni percorsi formativi tra Polo di Rimini ed imprese .

A chi potrebbe aprirsi ulteriormente, per 'allargare' la partecipazione, se necessario? 
Forse sarebbe opportuno, anche se non necessario con continuità, dialogare con i rappresentanti delle istituzioni locali, sia per condividere gli sforzi fatti e per coordinare progetti futuri, sia per non ripetere alcune incomprensioni del passato, come ad esempio il mancato coinvolgimento della parte industriale nella stesura del piano strategico riminese per il “Polo della moda”.

Su che temi state lavorando attualmente? Qual è un progetto 'simbolo' del Tavolo della Moda?
Il tema su cui si sta lavorando più alacremente in questo momento è come inserire, con la minor difficoltà possibile, i neolaureati del settore nel mondo del lavoro, senza che questi trovino forti difficoltà, facendo sì che l’inizio sia il più semplice possibile, sia per gli studenti che per le aziende.

Su cosa vorrebbe / dovrebbe puntare, secondo Lei, questa iniziativa?
La soluzione “definitiva” ancora non esiste e forse non sarà possibile ottenerla, ma siamo molto fiduciosi di ottenere ottimi risultati. Le idee stanno arrivando dagli incontri che stiamo facendo tra manager, docenti ed ex studenti del Polo di Rimini dell’Alma Mater che sono entrati a far parte del team di collaboratori delle nostre aziende. Costoro sono la risorsa più preziosa, in termini di informazioni e suggerimenti, perché hanno vissuto sulla loro pelle il passaggio formazione/lavoro.

Una battuta sul momento della moda nel nostro distretto e in Italia: è un settore in crisi o sta tenendo? Quali strade per il futuro del settore?
Il settore ha sofferto, come tutti, la crisi economica, in particolare quella Italiana. Va detto che, globalmente, il “sistema moda” ha tenuto meglio di altri, anche grazie alla capacità di esportazione in Paesi dove la crisi è più leggera o inesistente. La strada per il futuro del settore è quella di sempre: creatività ed eccellenza. Altre vie sono perdenti: anche aziende più piccole che producono per terzi possono sfruttare la “flessibilità”, una capacità tutta italiana, per organizzare e coordinare produzioni importanti creando reti di imprese produttive anche con aziende delocalizzate.

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