05 ottobre 2012

Uni.Rimini Newsletter n.2 / 2012


Giovanni Matteucci, Direttore Dipartimento
Scienze per la Qualità della Vita
Scienze per la qualità della vita: il nuovo Dipartimento destinato a cambiare il volto del Polo di Rimini
Salutato dal Magnifico Rettore Ivano Dionigi come "innovativo", Scienze per la Qualità della Vita è il Dipartimento che nasce a Rimini dopo la Riforma Gelmini e il nuovo Statuto di Ateneo. Una realtà che sarà impegnata a dialogare con la città e con le imprese: una 'porta sempre aperta' per rilanciare Ricerca e Didattica, facendo di Rimini un 'laboratorio a cielo aperto". La parola a Giovanni Matteucci, il docente dell'Alma Mater chiamato a dirigere questa nuova struttura.


Simone Badioli, AD AEFFE

Tavolo della Moda: obiettivo primario, facilitare il passaggio dall'Università al mondo del lavoro
Il Tavolo della Moda costituito nel 2009, ha come obiettivo primario di rafforzare il legame creatosi con il territorio e offrire maggiori e concrete opportunità di inserimento lavorativo ai laureati dei Corsi di Laurea; ed un obiettivo secondario: evolversi in una dimensione regionale, invitando relatori ed esperti del settore, puntando ad uno sviluppo internazionale. Ne parliamo con Simone Badioli, Amministratore Delegato AEFFE GROUP e Presidente Gruppo Moda Confindustria Rimini.


La Società Italiana di Farmacologia (SIF) ha scelto Rimini per la XVI edizione del Seminario Nazionale Dottorandi ed Assegnisti in Farmacologia e discipline affini (Tossicologia, Chemioterapia, Neurofarmacologia, ecc.). L’evento si è tenuto dal 16 al 19 settembre scorsi. “Questo evento ha dimostrato - sottolinea Giorgio Cantelli Forti, Presidente del Polo di Rimini - che la tradizione dell’ospitalità del territorio quando si sposa con il valore scientifico, riesce a dare vita ad eventi unici".


Polo Scientifico didattico di Rimini, Ordine dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili della provincia di Rimini, in collaborazione con Uni.Rimini S.p.A., hanno organizzato recentemente un seminario che ha affrontato il tema della crisi economico-finanziaria in modo tecnico, con particolare riferimento alle imprese e ai professionisti. Un'iniziativa che ha inaugurato il corso sperimentale e innovativo tenuto dal prof. Gianfranco Capodaglio che si svilupperà esclusivamente in modalità seminariale.

A Rimini il futuro delle Scienze Farmacologiche

Oltre 200 giovani laureati in ambiti biomedici hanno partecipato lo scorso settembre al Seminario Nazionale promosso dalla Società Italiana di Farmacologia (SIF).

La Società Italiana di Farmacologia (SIF) ha scelto Rimini per la XVI edizione del Seminario Nazionale Dottorandi ed Assegnisti in Farmacologia e discipline affini (Tossicologia, Chemioterapia, Neurofarmacologia, ecc.). L’evento si è tenuto dal 16 al 19 settembre scorsi presso il Polo di Rimini dell' Alma Mater Studiorum - Università di Bologna e ha visto la partecipazione di oltre 200 giovani laureati in ambiti biomedici, che rappresentano il futuro della Farmacologia  e la nuova classe dirigente del mondo accademico, industriale e sanitario. L'intenso programma dei lavori prevede 64 comunicazioni e 94 poster (display in cui ognuno illustra le proprie ricerche) nelle varie sessioni che si alterneranno in tre importanti giorni di studio presso Palazzo Ruffi Briolini.

“La scelta da parte della Società Italiana di Farmacologia (SIF) di organizzare a Rimini la XVI edizione del Seminario Nazionale Dottorandi ed Assegnisti in Farmacologia e discipline affini si è rivelata uno straordinario successo per la Città e per il Polo di Rimini”, sottolinea il Presidente del Polo Scientifico-Didattico di Rimini, prof. Giorgio Cantelli Forti. 
“Questo evento ha dimostrato, ancora una volta, che la tradizione dell’ospitalità del territorio quando si sposa con il valore scientifico, riesce a dare vita ad eventi unici. Queste due anime sono fondamentali per il futuro di Rimini e ringrazio gli Enti locali, Convention Bureau e Uni.Rimini S.p.A. per il loro prezioso contributo alla realizzazione dell’iniziativa, ma sono particolarmente grato al Magnifico Rettore Ivano Dionigi che, con la sua presenza, ha saputo cogliere con sensibilità l’importanza di questa manifestazione, sia durante la passeggiata con i dottorandi ed assegnisti lungo Corso d’Augusto, sia durante l’incontro con il prof. Rod Flower”.

Tutta l’iniziativa si è svolta con grande soddisfazione presso le aule di Palazzo Ruffi Briolini, perfettamente attrezzato e pronto quindi per il prossimo avvio del dipartimento di Scienze per la qualità della vita, ma il Seminario SIF si è dimostrato un successo anche dal punto di vista scientifico: la lezione magistrale del prof. Rod Flower dal titolo “The mechanism of action of glucorticoids and anti-allergic drugs. A talk about the discovery and development of the Annexin-1 pathway and its relevance to glucorticoid and cromone action” ha suscitato, infatti, l’entusiasmo dei partecipanti, sottolineato con un lungo applauso.

“Non solo i giovani studiosi hanno potuto apprezzare l’altissimo profilo scientifico di questo intervento, ma anche i rappresentanti del mondo delle professioni e degli Ordini (erano presenti circa 25 medici, fra cui il Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi di Rimini, dott. Maurizio Grossi, e alcuni primari dell’Ospedale Infermi, ndr.) che hanno seguito i lavori del 18 settembre presso il Palacongressi” – chiosa Cantelli Forti, che sottolinea anche come lo stesso Rettore dell’Alma Mater, prof. Ivano Dionigi, abbia valutato molto positivamente la presenza dei medici, a evidenziare come la via giusta per l’università sia l’incontro fra il mondo della formazione e quello delle professioni.

“Siamo molto compiaciuti” – sottolinea Luciano Chicchi, Presidente Uni.Rimini S.p.A. – “che questa iniziativa si sia realizzata a Rimini: il folto gruppo di dottorandi e assegnisti rappresenta l’ossatura centrale della nostra Università, dimostrando che essa non è solo impegnata nella didattica ma anche nella ricerca, che è la base indispensabile per la qualificazione della didattica stessa. E mai come in questo momento il nostro territorio ha bisogno della ricerca per il suo sviluppo e la sua crescita. Le nostre piccole aziende da sole non riescono, infatti, a fare ricerca e l’università può essere lo strumento per raggiungere questo obiettivo. Il convegno di questi giorni con oltre 200 ricercatori è anche il segno tangibile di come sia importante la sede nella nostra Università”.

Tavolo della moda: obiettivo primario, facilitare il passaggio dall'Università al mondo del lavoro

Intervista al dott. Simone Badioli, Amministratore Delegato AEFFE Group e Presidente Gruppo Moda Confindustria Rimini.

Il Tavolo della Moda costituito nel 2009, ha come obiettivo primario di rafforzare il legame creatosi con il territorio e offrire maggiori e concrete opportunità di inserimento lavorativo ai laureati dei Corsi di Laurea; ed un obiettivo secondario: evolversi in una dimensione regionale, invitando relatori ed esperti del settore, puntando, nella fase successiva, ad uno sviluppo internazionale. Ne parliamo con il dott. Simone Badioli Amministratore Delegato Aeffe Group.

Come valuta il lavoro del Tavolo della Moda sino ad oggi?
In qualità di Presidente del Gruppo Moda Confindustria Rimini, nei nostri incontri cerco di riflettere le esigenza formative del tessuto industriale legato al settore moda, che è molto forte nel nostro distretto. Attorno a questo ‘Tavolo’ ho trovato un gruppo di professionisti molto attivi e propositivi: è stato fatto un ottimo lavoro di analisi, ora si tratta di passare ad un fase applicativa che, se pur con alcune difficoltà dovute anche a fattori esogeni, sta raccogliendo i primi successi. Penso, ad esempio, ai momenti di incontro tra imprese delle moda e gli studenti universitari e la condivisione di alcuni percorsi formativi tra Polo di Rimini ed imprese .

A chi potrebbe aprirsi ulteriormente, per 'allargare' la partecipazione, se necessario? 
Forse sarebbe opportuno, anche se non necessario con continuità, dialogare con i rappresentanti delle istituzioni locali, sia per condividere gli sforzi fatti e per coordinare progetti futuri, sia per non ripetere alcune incomprensioni del passato, come ad esempio il mancato coinvolgimento della parte industriale nella stesura del piano strategico riminese per il “Polo della moda”.

Su che temi state lavorando attualmente? Qual è un progetto 'simbolo' del Tavolo della Moda?
Il tema su cui si sta lavorando più alacremente in questo momento è come inserire, con la minor difficoltà possibile, i neolaureati del settore nel mondo del lavoro, senza che questi trovino forti difficoltà, facendo sì che l’inizio sia il più semplice possibile, sia per gli studenti che per le aziende.

Su cosa vorrebbe / dovrebbe puntare, secondo Lei, questa iniziativa?
La soluzione “definitiva” ancora non esiste e forse non sarà possibile ottenerla, ma siamo molto fiduciosi di ottenere ottimi risultati. Le idee stanno arrivando dagli incontri che stiamo facendo tra manager, docenti ed ex studenti del Polo di Rimini dell’Alma Mater che sono entrati a far parte del team di collaboratori delle nostre aziende. Costoro sono la risorsa più preziosa, in termini di informazioni e suggerimenti, perché hanno vissuto sulla loro pelle il passaggio formazione/lavoro.

Una battuta sul momento della moda nel nostro distretto e in Italia: è un settore in crisi o sta tenendo? Quali strade per il futuro del settore?
Il settore ha sofferto, come tutti, la crisi economica, in particolare quella Italiana. Va detto che, globalmente, il “sistema moda” ha tenuto meglio di altri, anche grazie alla capacità di esportazione in Paesi dove la crisi è più leggera o inesistente. La strada per il futuro del settore è quella di sempre: creatività ed eccellenza. Altre vie sono perdenti: anche aziende più piccole che producono per terzi possono sfruttare la “flessibilità”, una capacità tutta italiana, per organizzare e coordinare produzioni importanti creando reti di imprese produttive anche con aziende delocalizzate.

Scienze per la qualità della vita: il nuovo dipartimento destinato a cambiare il volto del Polo di Rimini

Intervista a Giovanni Matteucci, docente universitario e direttore del nuovo dipartimento riminese

Scienze per la qualità della vita è il nuovo Dipartimento che si presenta agli studenti del Polo Scientifico didattico di Rimini dell’Università di Bologna in questo anno accademico 2012-2013. Una realtà unica nel suo genere in Italia, la vera novità, anche secondo il Magnifico Rettore dell’Alma Mater Prof. Ivano Dionigi, del Multicampus. Ne parliamo con il direttore del Dipartimento, l’ex Presidente del Corso di Laurea in Cultura e Tecniche della Moda, prof. Giovanni Matteucci. 

Prof. Matteucci, sarà Lei a dirigere il Dipartimento di Scienze per la qualità della vita: che cos’è un dipartimento e quali funzioni svolge?
La riforma che stiamo applicando, assieme al nuovo statuto dell’Alma Mater, prevede che scompaiano le ‘vecchie’ facoltà e che subentrino i dipartimenti. Il dipartimento, nel vecchio ordinamento, si occupava solo di ricerca, mentre la didattica era affidata alle facoltà. Ora invece i dipartimenti saranno le strutture operative dell’università che controlleranno sia i processi di ricerca che di didattica.

Come si è arrivati a individuare questo dipartimento per Rimini?
L’università di Bologna, come struttura multicampus, ha deciso che ci doveva essere almeno un dipartimento in ogni campus romagnolo. Per quello che riguarda Rimini, visto che questi dipartimenti devono corrispondere nel loro profilo alle vocazioni specifiche del territorio, evitando profili generici o di vecchio stampo, siamo stati sollecitati da Bologna e anche dal nostro interno a fare una proposta innovativa nella direzione che si è intrapresa.

Qual è la peculiarità di Scienze per la qualità della vita?
Il nostro Dipartimento mette assieme, fondendole in un corpus unitario, materie che fino ad oggi sono state considerate lontane ed eterogenee – l’ambito farmacologico, sanitario, medico, umanistico, della moda – facendole convergere sull’ambito tematico della qualità della vita, che esige senz’altro multidisciplinarietà. La qualità della vita investe, infatti, l’organismo e il corpo, ma anche la sfera simbolico comunicativa. Tutto questo era presente a Rimini nelle vecchie strutture didattiche: noi siamo partiti conferendo una cornice chiara ad una realtà che era già presente. 

Mettere insomma insieme dei saperi…
Il sapere deve sapersi integrare e ibridare: oggi esige varie componenti della cultura, non sono soltanto umanistiche, ma anche scientifiche. Promuovere il “ben-essere” (well-being) dell’uomo significa vedere l’uomo nella sua interezza. Ecco perché è nato questo dipartimento.

Ci dia qualche numero della nuova struttura.
Il dipartimento nasce con un progetto sottoscritto da 42 docenti che arriveranno entro fine anno a 50. Nasciamo piccoli rispetto a certi numeri che circolano a Bologna, ma abbiamo una nostra consistenza. Lavoriamo, infatti, in corsi di laurea che, complessivamente, assommano oltre 2mila studenti: i numeri, insomma, ci danno la giusta massa critica. Al momento stiamo attrezzando laboratori di ricerca nel campo della chimica e della biologia, settori strategici per il nostro Dipartimento, a Palazzo Ruffi Briolini: questo vorrà dire fare Ricerca di base, e portare a Rimini assegnisti e dottorandi, favorendo crescita dal basso delle competenze che noi vorremo favorire. Si sta inoltre definendo il progetto per un campus di ricerca per le scienze motorie e lo sport.

Come ha reagito l’Università di Bologna alla vostra proposta?
Molto bene, per loro stessi si tratta di un investimento significativo: il Rettore prof. Ivano Dionigi ha pubblicamente sostenuto che il nostro è il dipartimento innovativo che nasce da questa riforma che, per inciso, ha invece spinto in molti casi verso un ritorno alle radici delle singole discipline.

Cosa significa per Lei dirigere questa nuova struttura?
Sono stato eletto come direttore di questo Dipartimento e ho il compito di coordinare le attività per farlo nascere e crescere, sfruttando le importanti risorse che ci hanno destinato l’Ateneo e Uni.Rimini, un ente di sostengo che svolge una funzione a dir poco strategica. 

Lei proviene dal Corso di laurea in Cultura e tecniche della moda. Che senso ha per Lei la Sua nomina?
È una bella sfida. Ritengo sia significativo che, nella prima gestione di questo Dipartimento, sia stato chiamato un umanista. Formalmente la componente scientifica era maggioritaria, ma secondo me la mia nomina è stato un segnale forte per impostare l’integrazione fra saperi cui accennavo prima. 

Come funzionerà questa struttura?
Il criterio sarà unicamente quello del merito: non ci sono logiche di potere accademico. L’obiettivo è quello di definire un orizzonte comune dove tutti possano dare il loro contributo, ciascuno secondo la propria peculiarità.

Cosa significa questa Riforma per Rimini?
La scommessa è molto interessante: fino ad oggi il Polo di Rimini aveva come struttura forte una Facoltà (quella di Economia), che aveva al suo interno tutto il potenziale di gestione della didattica dell’area economica. Questa realtà cambia pelle ma si mantiene in tutto e per tutto: i corsi di laurea in economia e in statistica infatti sono stati conservati e, dal punto di vista dell’autonomia, Rimini ha ottenuto una vicepresidenza della Scuola di Economia, unitaria per tutto l’Ateneo (comprende quindi anche la stessa Bologna e Forlì, ndr.), e quindi potrà offrire novità anche dal punto di vista della Ricerca. A ciò si aggiunge il nostro Dipartimento, e una Vicepresidenza della Scuola di Farmacia e Scienze motorie, oltre ovviamente ai singoli Corsi di altre Scuole. Una realtà molto più articolata e molto più organica, dunque, in cui opera anche il Tecnopolo sorto un paio di anni fa sulle tecnologie innovative per la moda.

Come impatterà invece il nuovo dipartimento sul nostro territorio?
Al netto della conservazione dell’attività didattica precedente, Rimini godrà di un perentorio investimento nell’ambito delle ricerca. Prima in Romagna si decentrava prevalentemente la didattica, aprendo solo corsi di laurea e facoltà. Oggi grazie al dipartimento, a Rimini nasce invece un ‘pensatoio’ sui temi legati alla qualità della vita, che si attiverà proprio e specificatamente sulla base di quella che è la realtà economica e sociale del territorio.  

Quale sarà il modello di interazione con la città?
Il dipartimento e la città saranno in dialogo l’uno con l’altra. La nostra intenzione è quella di proporre idee e progetti che siano legati alla crescita della città in base alle sue vocazioni. Penso per esempio al turismo, che ha bisogno, almeno in parte, di essere arricchito. È un’industria fiorente, ma che potrebbe aggiornarsi su alcuni contenuti. Per ora ha avuto una vocazione al turismo di massa, ed è stata bravissima. Ma crediamo che ci sia una zona di clienti potenziali estremamente vasta, dai 30 ai 60 anni, il cosiddetto consumatore riflessivo, che chiede al turismo non solo dei divertimenti, ma di sperimentare pratiche di “buon vivere”. 

Cosa potete fare, per Rimini, per il turismo?
Vorremmo quindi contribuire con le nostre idee, con le nostre capacità progettuali, ad avviare un percorso di riqualificazione dell’attività turistica, ed è bello che sia fatto dall’università. Saremo così in grado di portare idee all’avanguardia che saranno da elaborare, sviluppare e tradurre in pratica. 

Quando muoverete i primi passi?
Stiamo già lavorando, ovviamente: il momento di inaugurazione ufficiale del dipartimento è prevista per fine ottobre o i primi di novembre, presto ne daremo comunicazione. Senz’altro ci proporremo con alcuni progetti pilota che sapranno illustrare in che modo il concetto di qualità della vita può contribuire allo sviluppo di una nuova città. 

Pensate di riuscire a cambiare Rimini?
Credo che Rimini abbia molto da guadagnare dal dipartimento e, per esteso, dalla presenza del Campus. Questo può accadere naturalmente solo attraverso un dialogo costante e convinto tra Università e città, traducendo concretamente le idee in opere. Come Dipartimento non ci consideriamo chiusi nel nostro laboratorio: il nostro laboratorio è la città di Rimini, per cui ci saranno subito ricadute positive su di esso.

La città come laboratorio: un concetto nuovo e positivo...
L’aver scelto il tema caratterizzante di Scienze per la qualità della vita significa fare di Rimini un laboratorio a cielo aperto. Vorremmo dare soluzioni, individuare necessità, o aiutare chi di dovere a dare indicazioni per risolvere i problemi. Questa è la novità. Rimini deve rendersi conto che questo dipartimento è una conquista importante, perché sta cambiando l’idea stessa di università: non più discipline contrapposte e magari in competizione fra di loro, ma interazione di saperi che abbattono logiche vetero accademiche e si aprono alla realtà della contemporaneità.

Dovrete pertanto entrare in simbiosi con la città…
Fino ad adesso in Romagna la simbiosi fra città e Multicampus è riuscita poco. L’Università, in un certo senso, è stata sempre “ospitata”, non è stata considerata “parte integrante”, o almeno non quanto potrebbe e dovrebbe esserlo. Ora invece devono costituire un corpo unico. La ricerca universitaria, questo connubio, lo può realizzare, perché essa sperimenta con la realtà su cui insiste: con la città, le strutture economiche, le imprese, le persone.

Che invito vuole rivolgere, in conclusione, alla città di cui siete volete essere parte integrante?
Invito tutti i riminesi a venire a bussare alla nostra porta se saremo troppo inerti. Il rapporto deve esser impostato sulla base di una reciprocità attiva. Quanto più siamo sollecitati al dialogo, tanto più ce la faremo. Speriamo che si crei un circolo virtuoso che faccia crescere noi e la città assieme. Siamo una creatura neonata, abbiamo bisogno di risorse per crescere, ma anche di imparare tanto. Noi faremo la nostra parte e onoreremo nel migliore dei modi il generosissimo investimento fatto dall’Ateneo e dalla città stessa attraverso Uni.Rimini S.p.A.

L'impresa di fronte alla crisi economico-finanziaria

Debutta il nuovo insegnamento di “Ragioneria professionale” nel Corso di Laurea magistrale in Amministrazione e controllo dell’impresa.

Polo Scientifico didattico di Rimini, Ordine dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili della provincia di Rimini, in collaborazione con Uni.Rimini S.p.A., hanno organizzato recentemente a Rimini presso la sede del Polo il seminario "L’impresa di fronte alla crisi economico-finanziaria" che ha affrontato il tema della crisi economico-finanziaria in modo tecnico, con particolare riferimento alle imprese e ai professionisti.

L’iniziativa, oltre all'importanza dei temi dibattuti, ha rappresentato in sé un'innovazione di carattere didattico per tutto il Polo di Rimini dell’Alma Mater: il seminario infatti è stata la prima lezione del nuovo insegnamento di “Ragioneria professionale” del Corso di Laurea magistrale in Amministrazione e controllo dell’impresa, tenuto dal Prof. Gianfranco Capodaglio: un corso sperimentale e innovativo perché si svilupperà esclusivamente in modalità seminariale. 

“Terremo il corso esclusivamente in modalità seminariale – spiega il Prof. Capodaglio – e gli incontri saranno organizzati ogni martedì dalle 16 alle 19 per tutto l’Anno Accademico 2012-2013: potranno liberamente partecipare professionisti, imprese, praticanti dottori commercialisti, funzionari della PA, cittadini”. 

Il seminario è stato anche l’occasione - grazie alla partecipazione di personalità come Gianfranco Capodaglio (Presidente Corso di Laurea Magistrale in Amministrazione e Controllo d’Impresa), Corrado Benassi (Facoltà di Economia-Rimini), Bruno Piccioni, (Presidente Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Rimini), Pasquale Stellacci (Direzione Regionale Agenzia delle Entrate Emilia Romagna), Gianfranco Lucignano (Tenente Colonnello Guardia di Finanza Ancona) - per stigmatizzare il comportamento di coloro che, sulla crisi, stanno speculando e quindi continuano ad aggravare la situazione in cui versa la collettività, e per capire quali sono invece gli importanti strumenti fiscali agevolativi che sono stati pensati per soccorrere le aziende.

Arrivano a Rimini Fiera gli Sports Days: Scienze Motorie si attiva per stringere collaborazioni con il CONI

L'impegno per la valorizzazione del laureato in Scienze Motorie nell'intervista a Pasqualino Latessa Maietta, docente universitario presso il Polo di Rimini

Torna a Fiera di Rimini dal 26 al 28 ottobre Sports Days, la manifestazione giunta alla seconda edizione che nasce dall´accordo tra Coni Servizi S.p.A. e Rimini Fiera S.p.A. per offrire a tutto il mondo dello sport la possibilità di incontrarsi in un unico contesto e confrontarsi sulle novità, i programmi e le iniziative della stagione sportiva. Arriveranno in Riviera le medaglie olimpiche di Londra 2012, 70 Organismi Sportivi, 10mila atleti, oltre a tutte le novità del mondo dello sport con 50 eventi indoor e outdoor, convegni e gare in 12 padiglioni. Un evento seguito con molta attenzione anche dal Polo di Rimini e in particolare dai docenti dei Corsi di laurea in Scienze Motorie che, con RiminiFiera, ha già in atto una convenzione per l’advisory scientifica di Riminiwellness.

“Siamo presenti ogni anno alla Fiera del Wellness – spiega il prof. Pasqualino Latessa Maietta, docente nei corsi di Scienze Motorie – con un convegno sia scientifico che divulgativo dedicato ai temi del ben-essere. Da una parte cerchiamo di sviluppare alcuni temi specifici, dall’altra di valorizzare concetti legati allo stile e alla qualità dalle vita, promuovendo il benessere in una popolazione attiva”. Se con Riminiwellness è già quindi attiva una convenzione, il Polo di Rimini sta iniziando a studiare le modalità migliori per approcciarsi anche agli Sports Days, stringendo una collaborazione con l’organizzazione: “Nella prima edizione eravamo presenti per motivazioni individuali, ma anche per curiosità, per conoscere l’evento; in questa seconda edizione stiamo valutando se e come organizzare un convegno: desideriamo coinvolgere il CONI in una collaborazione al fine di ampliare le possibilità di sensibilizzare il mondo sportivo sulle figure professionali che escono dai nostri Corsi di Laurea”.

L’obiettivo delle relazioni avviate dai docenti di Scienze Motorie del Polo di Rimini con gli eventi sportivi che nascono in Fiera, è infatti quello di valorizzare culturalmente e professionalmente la figura del laureato in scienze motorie: nel caso del Wellness per l’area fitness e benessere; per gli Sports days invece, per l’area dell’organizzazione sportiva e della direzione di determinati eventi. “Un ambito, questo, che prima poteva sembrare appannaggio solo di professionisti emersi da Economia e Commercio o Giurisprudenza – continua il prof. Maietta – e che invece adesso è a buon diritto aperto anche ai laureati della Laurea Magistrale in Management delle attività motorie e sportive, attraverso la quale vogliamo formare professionisti sull’organizzazione di eventi e promozione dello sport”. Un corso di Laurea Magistrale interessante e innovativo dal punto di vista culturale, importante ma “non ancora ben conosciuta dalle aziende che si occupano di sport o attività motorie in generale”. 

La collaborazione del Polo di Rimini e di Scienze Motorie con Rimini Fiera non si ferma solo alla realizzazione di eventi scientifici. “Per il futuro – conclude il prof. Maietta – vorremmo poter offrire formazione specifica ai nostri studenti, che potrebbero essere impegnati come tirocinanti nell’organizzazione di questi eventi. Una cooperazione avanzata quindi, per potenziare e realizzare alcune sinergie operative che vadano avanti di pari passo con la professionalità e anche la valorizzazione culturale del laureato in Scienze Motorie”.

La salute della persona tra etica e mercato: si presenta il Dipartimento in Scienze per la Qualità della Vita

La Costituzione italiana tutela la salute come diritto fondamentale della persona e, nel contempo, come interesse della collettività. La sua concreta realizzazione passa attraverso la garanzia di un nucleo di principi fondamentali che attribuiscono un contenuto ed un valore prioritariamente etico a tutto il sistema di assistenza sanitaria. Ciò in particolare quando le risorse disponibili, contenute e per questo preziose, esigono ed impongono dignità e correttezza da parte degli operatori. 

È questo il tema centrale che è stato affrontato lo scorso lunedì 1 ottobre 2012 presso il Palacongressi di Rimini in occasione del Seminario “La salute della persona tra etica e mercato”, promosso dall’Università di Bologna, dal Polo Scientifico didattico di Rimini e dal Dipartimento di Scienze per la Qualità della Vita, che in quella occasione ha fatto il suo “debutto” ufficiale sul territorio, all’interno del XII World Leisure Congress (30 settembre – 3 ottobre 2012) dedicato proprio, in questa edizione, al tema della qualità della vita. 

“Si tratta di un’iniziativa – spiega il prof. Carlo Bottari, Professore ordinario di diritto sanitario dell’Università di Bologna e membro del comitato scientifico che presiede alla realizzazione del seminario - che abbiamo ideato per fare conoscere il nuovo Dipartimento di Scienze per la Qualità della Vita. L’oggetto è attinente: il tema è la tutela della salute alla luce del contenimento della spesa, ove i diritti sociali del cittadino mantengono la loro dignità mentre le risorse diminuiscono e, quindi, è necessario diminuire la spesa per il cittadino”. 

Durante il seminario sono intervenuti i più qualificati esperti del settore, fra cui, solo per citarne alcuni: Fosco Foglietta, Presidente Cup 2000; Pietro Canonico, Presidente Società Italiana di Farmacologia; Gabriele Pelissero, Presidente Gruppo San Donato Foundation.

La Facoltà di Economia-Rimini nella Top Ten nazionale della classifica del CENSIS

La Facoltà di Economia della sede di Rimini dell’Università di Bologna fa il suo ingresso per la prima volta nella top ten nazionale. Si è, infatti, posizionata al 10° posto, subito dietro Bologna (9° posto, salita di 12 posizioni rispetto al 2011) all’interno della speciale classifica fra tutte le Facoltà di Economia delle Università statali, stilata dal Censis. Un risultato di assoluto rilievo, anche per via dell’importante performance migliorativa che ha permesso a Rimini di passare dalla 21esima posizione del 2007 alla 18esima del 2009, e dall’11esima del 2011 a quella attuale.

La Facoltà di Economia di Rimini oggi ha al suo attivo n.2 corsi di laurea triennale (Economia del turismo; Economia dell’impresa) e n.3 corsi di laurea magistrale (Tourism Economics and Management, in lingua inglese; Economics and Market Policy, in lingua inglese, doppio titolo, atenei partner: State University-Higher School of Economics-Russia, Vilnius University-Lituania; Amministrazione e controllo di impresa), e conta attualmente 2.281 studenti iscritti. 

Altro dato significativo è rappresentato dal numero di studenti iscritti provenienti dalla provincia di Rimini che ammontano complessivamente a 683 unità, il 29,9% del totale degli iscritti alla Facoltà di Economia di Rimini.

Dall’indagine Censis, la Facoltà di Economia di Rimini risulta avere ottenuto una significativa valutazione sul piano del profilo dei docenti, dell’attività di ricerca, della internazionalizzazione ma soprattutto della didattica, dove ha preso un voto molto elevato: 103, per una media complessiva di 91,5 punti.

Prosegue così l’attività di radicamento sul territorio del Polo Scientifico-Didattico di Rimini dell’Università di Bologna, all’insegna della quantità e della qualità della didattica e della ricerca.

Si è tenuto a Rimini il quindicesimo IFAC workshop su Control Application of Optimization (CAO)


Si è tenuto presso il Polo di Rimini dell'Università di Bologna lo scorso settembre, dal 13 al 16, il quindicesimo IFAC workshop su Control Application of Optimization (CAO).

Il National Organizing Committee era composto da Luca Lambertini, University of Bologna, Economics and RCEA e Gianluigi Pelloni, University of Bologna, Economics and RCEA.

La presentazione dell'evento in inglese.

CAO’2012 is the serial 15th workshop of the Technical Committee on Optimal Control (TC 2.4). Its goals are to overview the latest advantages in the theory of optimal control, especially, in the field of applications of new methods and numerical algorithms to solving problems in industry, economics, finance and ecology. It will give an opportunity to specialists in optimal control, differential games, and optimization to share their experience with practitioners, discuss new arising problems, outline scientific and commercial applications, and describe new research directions.

One of the aims of the workshop is to bring together researchers and engineers, applied economists and environmental scientists, and to give an up to date view of the major applications of optimization for control purposes and for decision making in economy and industry.

Specific topics will include: optimization methods; optimal control; differential games; evolutionary algorithms; stochastic optimization; numerical methods for optimization; optimization under uncertainties including the theory of noise measurements; multi-objective control and optimization; robust control and stabilization; applications in economics, management and environmental science; generalized solutions of Hamilton-Jacobi equations; control of partial differential equations; real-time control problems; control design for hybrid systems; large scale optimization problems; singularities in optimization.