11 giugno 2012

Nominato il nuovo Consiglio di Amministrazione dell'Università di Bologna

Il Senato Accademico dell'Università di Bologna, in osservanza della Legge Gelmini, ha nominato lo scorso 16 maggio 2012 i componenti del nuovo Consiglio di Amministrazione che da 24 membri si riduce ad 11: il Rettore Ivano Dionigi, due rappresentanti degli studenti, cinque membri interni - fra cui Corrado Benassi, ex Preside della Facoltà di Economia Sede di Rimini - e tre membri esterni. 

In questa nuova composizione la Legge Gelmini ha dato un’indicazione precisa, stabilendo un criterio importante nella scelta dei membri: 
  • essere in possesso di comprovata competenza in campo gestionale, ovvero, di un’esperienza professionale di alto livello con una necessaria attenzione alla qualificazione scientifica e culturale; 
  • non devono altresì essere portatori di alcun conflitto economico-professionale in contrasto con le attività dell’Ateneo; 
  • non devono ricoprire incarichi di natura politica. 
Il nome del membro esterno indicato dalla Consulta dei Sostenitori, che racchiude sia gli Enti consortili per lo sviluppo dei poli universitari – come Ser.in.ar, Fondazione Flaminia, Uni.Rimini S.p.A. – che altre realtà come banche e fondazioni, è quello di Pier Giuseppe Dolcini, attuale Presidente della Fondazione della Cassa di Risparmio di Forlì. Una persona stimata che ha sempre fortemente creduto nel disegno dell’università policentrica che si era iniziato ad immaginare già agli inizi degli anni ’90. Dolcini porterà certamente competenza e visione strategica, oltre al suo contributo di uomo fortemente legato alla Romagna e al Multicampus.

La nascita di questo CDA segna un passaggio estremamente importante, anche per le competenze che la Legge e lo Statuto gli attribuiscono, facendone un Consiglio di Amministrazione vero, di una società che deve conciliare le esigenze di bilancio con le esigenze dello sviluppo, della crescita culturale e della Ricerca nel nostro Paese. Le premesse sono tali per cui questo passaggio certamente contribuirà a superare la logica delle divisioni e dei campanili, per costruire un disegno strategico che farà di Bologna, come modello di università policentrica, un centro di Ricerca di eccellenza sul piano nazionale ed internazionale. Proprio per le sue caratteristiche culturali e per le sue qualità umane, Dolcini saprà inquadrare sempre e in ogni momento i problemi del territorio di riferimento, la Romagna, in una visione strategica d’insieme dei problemi afferente all'intera università: nella consapevolezza che la Romagna ha bisogno di Bologna e che Bologna ha assolutamente bisogno della Romagna. Proprio perché il nuovo CDA non è espressione di gruppi di appartenenza più o meno in contrasto fra di loro: il suo compito nuovo è quello di bene amministrare e di spingere sull'acceleratore della Ricerca e degli investimenti.

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