11 giugno 2012

Uni.Rimini Newsletter n.1 / 2012

Polo di Rimini: 2012, anno della maturità 
Compie venti anni in questo 2012 il Polo Scientifico Didattico di Rimini dell’Università di Bologna, una realtà forte di oltre 6mila studenti iscritti a 19 corsi di laurea, con ai nastri di partenza il Dipartimento in Scienze per la Qualità della Vita, unicum a livello nazionale, nato in seguito alla Riforma Gelmini. Rimini si presenta come una sede universitaria vivace, con 31 professori ordinari, 42 associati e 64 ricercatori che lavorano distribuiti nelle 8 Facoltà [...].



Uni.Rimini S.p.A., una realtà a supporto del Polo di Rimini dell'Università di Bologna 
Uni.Rimini S.p.A., già Uni.Tu.Rim S.p.A., opera da circa venti anni con l’obiettivo di supportare lo sviluppo del Polo Scientifico Didattico di Rimini dell’Università di Bologna. Un’organizzazione agile, partecipata da tante realtà pubbliche e private del territorio, che ogni anno riesce a mettere a bilancio circa 2 milioni e mezzo di Euro di investimenti [...].
di Luciano Chicchi, Presidente Uni.Rimini S.p.A.





Il Polo di Rimini dell’Università di Bologna affonda le sue radici negli anni ’70, quando nasce, su iniziativa di Maria Massani, il Consorzio di Studi Turistici al quale partecipano la Cassa di Risparmio di Rimini, la Camera di Commercio di Forlì e alcuni Comuni dell’entroterra riminese. Maria Massani, con l’Ing. Giuseppe Gemmani e l’Avv. Luciano Manzi [...].


Nominato il nuovo Consiglio di Amministrazione dell'Alma Mater Studiorum - Università di Bologna 
Il Senato Accademico dell'Università di Bologna, in osservanza della Legge Gelmini, ha nominato lo scorso 16 maggio 2012 i componenti del nuovo Consiglio di Amministrazione che da 24 membri si riduce ad 11: il Rettore Ivano Dionigi, due rappresentanti degli studenti, cinque membri interni - fra cui Corrado Benassi, ex Preside della Facoltà di Economia Sede di Rimini - e tre membri esterni [...].

Nominato il nuovo Consiglio di Amministrazione dell'Università di Bologna

Il Senato Accademico dell'Università di Bologna, in osservanza della Legge Gelmini, ha nominato lo scorso 16 maggio 2012 i componenti del nuovo Consiglio di Amministrazione che da 24 membri si riduce ad 11: il Rettore Ivano Dionigi, due rappresentanti degli studenti, cinque membri interni - fra cui Corrado Benassi, ex Preside della Facoltà di Economia Sede di Rimini - e tre membri esterni. 

In questa nuova composizione la Legge Gelmini ha dato un’indicazione precisa, stabilendo un criterio importante nella scelta dei membri: 
  • essere in possesso di comprovata competenza in campo gestionale, ovvero, di un’esperienza professionale di alto livello con una necessaria attenzione alla qualificazione scientifica e culturale; 
  • non devono altresì essere portatori di alcun conflitto economico-professionale in contrasto con le attività dell’Ateneo; 
  • non devono ricoprire incarichi di natura politica. 
Il nome del membro esterno indicato dalla Consulta dei Sostenitori, che racchiude sia gli Enti consortili per lo sviluppo dei poli universitari – come Ser.in.ar, Fondazione Flaminia, Uni.Rimini S.p.A. – che altre realtà come banche e fondazioni, è quello di Pier Giuseppe Dolcini, attuale Presidente della Fondazione della Cassa di Risparmio di Forlì. Una persona stimata che ha sempre fortemente creduto nel disegno dell’università policentrica che si era iniziato ad immaginare già agli inizi degli anni ’90. Dolcini porterà certamente competenza e visione strategica, oltre al suo contributo di uomo fortemente legato alla Romagna e al Multicampus.

La nascita di questo CDA segna un passaggio estremamente importante, anche per le competenze che la Legge e lo Statuto gli attribuiscono, facendone un Consiglio di Amministrazione vero, di una società che deve conciliare le esigenze di bilancio con le esigenze dello sviluppo, della crescita culturale e della Ricerca nel nostro Paese. Le premesse sono tali per cui questo passaggio certamente contribuirà a superare la logica delle divisioni e dei campanili, per costruire un disegno strategico che farà di Bologna, come modello di università policentrica, un centro di Ricerca di eccellenza sul piano nazionale ed internazionale. Proprio per le sue caratteristiche culturali e per le sue qualità umane, Dolcini saprà inquadrare sempre e in ogni momento i problemi del territorio di riferimento, la Romagna, in una visione strategica d’insieme dei problemi afferente all'intera università: nella consapevolezza che la Romagna ha bisogno di Bologna e che Bologna ha assolutamente bisogno della Romagna. Proprio perché il nuovo CDA non è espressione di gruppi di appartenenza più o meno in contrasto fra di loro: il suo compito nuovo è quello di bene amministrare e di spingere sull'acceleratore della Ricerca e degli investimenti.

Le origini del Polo di Rimini: una breve storia

Il Polo di Rimini dell’Università di Bologna affonda le sue radici negli anni ’70, quando nasce, su iniziativa di Maria Massani, il Consorzio di Studi Turistici al quale partecipano la Cassa di Risparmio di Rimini, la Camera di Commercio di Forlì e alcuni Comuni dell’entroterra riminese.
Maria Massani, con l’Ing. Giuseppe Gemmani e l’Avv. Luciano Manzi, è stata un’esponente importante della cultura riminese degli anni ’30: assieme hanno dato vita a numerose iniziative, fra cui la Scuola di Lingua Italiana per stranieri e la Scuola Speciale di Studi Turistici che, nel 1971. 

Un salto temporale ci porta al 1989: l’Alma Mater Studiorum, per il sovrappopolamento della sede di Bologna e in ottemperanza al Decreto Legge sul Decentramento, in quell’anno da il via ad un progetto di università diffusa in Romagna, un unicum ancora oggi sul territorio nazionale. Nel 1992, dopo che Forlì, Cesena e Ravenna avevano fatto nascere i rispettivi poli universitari, a Rimini si costituisce Uni.Tu.Rim S.p.A. – oggi Uni.Rimini S.p.A. – con l’obiettivo di dare vita alla sede di Rimini dell’Alma Mater: un progetto al quale partecipano inizialmente la Cassa di Risparmio di Rimini e una società dell’SCM Group, e a cui aderiscono successivamente Comune e Provincia di Rimini, i Comuni della costa e le più importanti associazioni imprenditoriali e di categoria del territorio, rappresentative di tutta la società civile.  

Nel 1994 vengono attivati i primi corsi di Laurea, afferenti a Economia e Statistica, con 77 studenti iscritti, e il 13 novembre dello stesso anno viene inaugurato il Palazzo dell’Università, restaurato per l’occasione, posto in via Angherà 22, ancora oggi sede centrale del Polo di Rimini. Al taglio del nastro interviene anche Fabio Roversi Monaco, allora Rettore dell’Università di Bologna, e Stefano Podestà, Ministro dell’Università e Ricerca Scientifica e Tecnologica. Nel 2000 l’Università di Bologna riconosce particolari forme di autonomia alle sedi romagnole: è questo il momento in cui si costituisce, nella forma in cui è attivo ancora oggi, il Polo Scientifico Didattico di Rimini.

Uni.Rimini, una realtà a supporto del Polo di Rimini dell'Università di Bologna


La presenza dell’Alma Mater a Rimini affonda le sue radici nei primissimi anni ’70 ed i pionieri di questo insediamento sono stati indubbiamente la Prof.ssa Maria Massani, l’Ing. Giuseppe Gemmani e l’Avv. Luciano Manzi.
Giuseppe Gemmani
Maria Massani
Ricordiamo come, nel 1971, sotto l’impulso della Prof.ssa Massani sia nato il Corso estivo di Lingua, Letteratura e Cultura Italiana per Stranieri, diretta dall’Università di Bologna e come, nel 1972, su iniziativa della Cassa di Risparmio di Rimini presieduta dall’Ing. Gemmani, della Camera di Commercio di Forlì, e di alcuni Comuni del circondario riminese nasca il Consorzio per la Scuola di Studi Turistici (Scuola diretta a fini speciali) che l’Università di Bologna decide di creare a Rimini.
Il primo seme della sede riminese dell’Università di Bologna nasce allora. Vent’anni dopo, il 12/06/1992, quello che era stato fino ad allora un Consorzio passa il testimone alla Società Uniturim spa con l’obiettivo di dare vita alla sede di Rimini dell’Alma Mater. Un progetto al quale partecipano inizialmente la Cassa di Risparmio di Rimini e una Società dell’SCM Group e a cui aderiscono successivamente Comune di Rimini e altri Comuni della Costa oltre che le principali Associazioni imprenditoriali e di categoria del territorio rappresentative di tutta la Società civile.
Luciano Manzi
Luciano Chicchi
Il Rettore dell’Università di Bologna era allora il Prof. Fabio Roversi Monaco. Anche Rimini, dopo Forlì, Cesena e Ravenna diventa sede decentrata dei Corsi di Laurea dell’Alma Mater. Nel 93/94 vengono attivati i primi Corsi di Laurea, afferenti ad Economia e Statistica, con 77 studenti iscritti. UniTurim spa Società per l’Università nel Riminese si trasforma prima nel 1996 in Società Consortile per l’Università nel Riminese e il 27/11/2004 in Uni.Rimini spa Società Consortile per l’Università nel Riminese. Nel frattempo, nel 2001, l’Università di Bologna aveva riconosciuto particolari forme di autonomia alle sedi della Romagna ed è questo il momento in cui si è costituito il Polo Scientifico Didattico di Rimini, che si trasformerà poi nel 2012 in Campus di Rimini dell’Università di Bologna. Nello stesso anno nasce il primo Dipartimento a Rimini in Scienze per la Qualità della Vita. Nel 2002 l’Avv. Manzi lascia il testimone al Dott. Luciano Chicchi, che sarà Presidente fino al 2012, anno nel quale succede il Dott. Leonardo Cagnoli, attuale Presidente dell’Ente.

Inaugurazione sede del Campus di Rimini
in via Angherà




Polo di Rimini: 2012, anno della maturità

Compie venti anni in questo 2012 il Polo Scientifico Didattico di Rimini dell’Università di Bologna, una realtà forte di oltre 6mila studenti iscritti a 19 corsi di laurea, con ai nastri di partenza il Dipartimento in Scienze per la Qualità della Vita, unicum a livello nazionale, nato in seguito alla Riforma Gelmini. Rimini si presenta come una sede universitaria vivace, con 31 professori ordinari, 42 associati e 64 ricercatori che lavorano distribuiti nelle 8 Facoltà che compongono l’offerta didattica complessiva del Polo. La crescita degli studenti nell’ultimo decennio – dai 4424 del 2000/2001 ai 6280 del 2011/2012 – testimonia la capacità del Polo di attrarre studenti da tutto il territorio nazionale, e non solo: gli stranieri iscritti nel 2012 sono 619, più che raddoppiati rispetto ai 172 del 2000/2001; mentre le matricole hanno superato le 2mila unità: al 31/12/2011 erano 2025, contro le 1718 del 2010/2011. Un processo virtuoso di crescita: ad un aumento degli iscritti è corrisposto infatti anche un ampliamento delle strutture, per complessivi 34.000 mq fra aule e laboratori all'avanguardia; una Cittadella Universitaria vera e propria insediatasi nel centro storico di Rimini, con un impatto economico sul territorio stimato in oltre 15 milioni di euro all’anno.

Nel 2012/2013, alla luce della Riforma Gelmini, il Polo di Rimini si presenterà con: 
  • Un Dipartimento di Scienze per la qualità della vita;
  • Due vicepresidenze di Scuola: Farmacia, biotecnologia e scienze motorie e Economia, management e statistica;
  • Quattro/cinque Unità organizzative di sede: due di economia, una ciascuna per statistica, farmacia e chimica.
Garantendo la stessa offerta formativa, verranno affrontate le sfide di un Dipartimento innovativo, grazie al quale Rimini segna già un primato a livello nazionale, e di un sempre più stretto rapporto fra mondo della formazione e dell’impresa, forte di 1500 tirocini attivati.

Fra i progetti attivati:
  • Tavolo della Moda, costituito con le imprese del comparto della moda di cui il nostro territorio è ricco;
  • Advisory scientifica per RiminiWellness e  Ecomondo;
  • Attività della Scuola superiore di studi turistici; 
  • Attività di RCEA – The Rimini Centre for Economic Analysis, un centro di ricerca internazionale, capace di richiamare studiosi, esperti, economisti, docenti di fama mondiale a Rimini. 
  • Career-Day;
  • Premio “Cultura d’Impresa”;
  • Tecnopolo;
  • Piano Marketing per il supporto all’attività promozionale per il reperimento delle nuove matricole;
Proseguendo su questa strada, anche grazie alla rete dei Tecnopoli, l’attività di Ricerca del Polo, in stretta collaborazione con la Camera di Commercio e le Associazioni di categoria di Rimini, contribuirà a portare innovazioni di prodotto e innovazioni di processo nelle imprese: ciò di cui il nostro tessuto imprenditoriale, fatto di piccolissime e piccole imprese, ha assoluto bisogno.